Un Limone al Polo Nord

Grandinano gradinate ingrate
di granite rigate
di rivoli gialli,
al Polo Nord.
Una eschimese bruttina
ipergamò col bel limone,
e fu così che nacque l’uomo-limone,
una specie di hāfu d’interspecie,
ibrido sterile, uno scherzo della natura.
Era un Messia grottesco,
nato da una donna e da un frutto
e mandato a spiegare agli Inuit
che cos’è l’acidità.
Ma nessuno lo capiva,
quando parlava lui si spremeva
e il succo scorreva.
Fu così che un giorno
tagliò i rami delle sue mani,
li infisse nel ghiaccio,
e nessuno lo vide più.
E a volte anch’io mi sento
come un limone al Polo Nord,
mezzo uomo e mezzo frutto,
che pianta i suoi rami qui e là
nel ghiaccio,
sperando che almeno salti fuori
qualche granita che piaccia a qualcuno.
Oggi tra gli Inuit si producono granite al limone
dai rami dell’uomo-limone.
Sull’etichetta, la dichiarazione d’amore
della eschimese e del limone:
“Ti sei romanticata di me;
mi sono limonato di te”.

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

4 pensieri riguardo “Un Limone al Polo Nord”

  1. Certo, ho già letto giorni fa che ti piace Lewis Carroll (anzi, finora sei “quella di Lewis Carroll”, devo inquadrare i miei followers con un attributo distintivo 😄), pian piano leggo tutto e seguo le notifiche 😊

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