Una Pozza d’Acqua

Ho lasciato l’occhio
devastato di luce
nella pozza,
galleggiava come una boa
e raschiava le immagini riflesse,
mescolando il movimento
alle impressioni già vecchie,
perché un riflesso è sempre un passo indietro
all’originale.
Un uomo canta
e sposta metri cubi d’aria.
L’occhio galleggia,
si arena sul bordo asciutto della pozza,
e arretra il greto
ricoperto dei pezzi
delle immagini riflesse.
Ciò che resta nell’acqua
è il passo indietro del passato,
brama il restauro della mente:
scampano i fiotti
fuoriusciti dall’infanzia,
i più intatti e profumati
di cialda e gelato,
mai visti nel riflesso
ma sempre conservati
tra le dita,
nella lingua,
tra le sfoglie del cervello.
L’acqua sfuma,
esplosa dall’atterraggio
di un piccione,
ma quel riflesso è salvo,
perché ha un cordone ombelicale
aggrovigliato alle vene: risale dentro
come un cane e tornerà a spasso,
inseguendo l’estate col muso
svanito nella prossima pozza d’acqua.

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

2 pensieri riguardo “Una Pozza d’Acqua”

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