Eccolo, finalmente: “Le Stanze Dentro” – Edizioni Ensemble, 2018

Eccolo qua! Il libro è finalmente disponibile in pre-order (con uscita il 25 novembre) su Amazon e Feltrinelli:

https://www.lafeltrinelli.it/libri/mauro-de-candia/stanze-dentro/9788868813864

Adesso, quindi, posso svelarvi i retroscena e la storia di questo mio esordio letterario. E lo faccio qui, perché da qui è partito tutto.
Circa metà o poco più delle poesie in esso contenute hanno avuto una comparsa in questo blog, per poi essere state “ritirate” e sottoposte a revisione (a volte anche profonda). L’altra metà o quasi è composta da poesie inedite.
Perché “Le Stanze Dentro”?
Quando ho iniziato a scrivere – o meglio, ho ripreso a scrivere, dopo un picco negli anni tra il liceo e l’Università – due anni fa, non sapevo cosa sarebbe successo a questi versi liberi.
Sapevo solo che venivo da un periodo negativo. Spesso mi tornava in mente una delle ultime conversazioni avute con mio padre – perché nel dopocena si finiva spesso a parlare di argomenti seri – e, qualche mese prima del suo ictus fatale, mi disse: “Se ci pensi, non bisogna avere paura della morte: bisogna avere paura per le eccezioni, non per la regola che tocca a tutti”.
E poi aggiunse:”Il guaio piuttosto è far sopravvivere qualcosa: certo, chi ti ha conosciuto continuerà a parlare di te, ma una volta che se ne va quella generazione, non resta più niente”.
Al che risposi:”No, esiste una possibilità: lasciare qualcosa per tutti, che vada oltre il ricordo di chi t’ha conosciuto direttamente, e possa sopravvivere nei secoli”.
Ad esempio, un libro.
Trascorsero circa due anni e, ripensando a quel dialogo, questa opzione per me non riusciva a trovare un supporto etico, un senso che non fosse solo ed esclusivamente quello di “pensare per sé”, scrivere per farsi ricordare.
A un certo punto, tuttavia, mi accorsi che la chiave c’era: ed era la possibilità di farsi portavoce di altri, di chi “non può più scrivere di sé” (citando la lunga lirica eponima della silloge), e salvarli tutti: gli ultimi, le persone che hanno lasciato un segno, luoghi, oggetti, persino personaggi apparsi in sogno o parti del corpo. Salvarli dentro di sé, farsi scialuppa di salvataggio scavandosi appunto “stanze dentro”.
Una lunga lista di cortometraggi poetici dall’impronta surrealista, che mischia la greca Iraklion con il Giappone, le torte Sacher e un negozio cinese, i fiumi francesi e Ciampino. Ma anche un artista di strada, un clochard, insigni linguisti, un contadino rapito in cielo da un tornado e molto altro. C’è – ed è inevitabile, vista la sincerità autobiografica del progetto – una presenza costante e velata (quasi mai esplicita) della morte, ma mai in chiave macabra, intesa semmai come qualcosa che è sempre superabile, in qualche modo, in qualche maniera.
Oscurata dalla vita che è stata e che continuerà ad esserci, dal ricordo che tambureggia e torna in vita su una pagina, con lo sforzo di rendere il tutto nella maniera più vivida e “tridimensionale” possibile.
L’illustrazione di copertina, come accennato in precedenza, è dell’artista Domingo Montedoro ed è quanto di più coerente io abbia trovato col contenuto: nel libro si parla infatti anche di ascesa, di nuvole, di angeli, e indirettamente anche di volontarie “rotture del cielo di carta” (riferimento pirandelliano, come la guancia che in una delle liriche vuole spiccare il volo e staccarsi dal volto del suo “padrone”).
E a livello stilistico?
Come “suona” questa raccolta e quali sono le inevitabili influenze (come deve necessariamente avvenire: non ho la pretesa di aver coniato un nuovo “codice”)? C’è a volte nello stile – più per “corredo genetico” che intenzionalmente – l’eco dei classici italiani come D’Annunzio, ma c’è anche la giocosità di Gianni Rodari, c’è a mio giudizio anche l’influenza della scuola polacca (Miłosz e la Szymborska su tutti), influenze di poeti “minori” (come Alfredo Bonazzi) e tanto surrealismo.
A volte si sfiora la filosofia, altre volte la favola post-moderna, altre volte ancora il folklore riveduto e corretto secondo la mia personale visione.
La Edizioni Ensemble di Roma è stata la prima a rispondermi, tra le tre case editrici a cui puntavo per serietà e professionalità nel loro essere NO EAP (case editrici non a pagamento) e nel promuovere gli autori. Sono felice di far parte di questo progetto editoriale, di essere stato scelto da questa realtà “di peso” nel panorama poetico italiano e anche internazionale: in Ensemble trovate come direttori di collana personaggi di grande caratura culturale (come il poeta Gëzim Hajdari: https://it.wikipedia.org/wiki/G%C3%ABzim_Hajdari o il critico letterario Armando Gnisci: https://it.wikipedia.org/wiki/Armando_Gnisci), nonché, nel loro catalogo, brillano le uniche edizioni tradotte in italiano di alcuni tra i maggiori poeti contemporanei internazionali (come Kamau Brathwaite, Forst Medal 2015 – il più importante riconoscimento americano per la poesia), oltre a opere meno conosciute di D’Annunzio, Capuana, Jack London, Čechov e altre perle.
Non mi sento “arrivato”, certo, anzi sono quasi in imbarazzo! Sento però di avere “iniziato bene” e, se avete imparato a conoscermi da quanto ho riversato qui dentro, sappiate che nel libro l’asticella è più alta proprio perché non volevo offrire “riempitivi” ma un lavoro solido, coerente e sincero, dove l’attenzione è rivolta anche all’ordine stesso delle poesie nella raccolta.

Ultima cosa: segnalo che, se siete docenti, il libro è acquistabile su amazon grazie al Bonus Cultura/Carta del Docente, quindi non spenderete un solo euro ma sfrutterete il Bonus.
Stesso discorso vale se avete compiuto 18 anni nel 2017 (o avete parenti, figli, nipoti che hanno compiuto 18 anni nel 2017) e si sono registrati per il Bonus 18 App (un bonus da 500 euro da spendere in cultura) entro giugno 2018: potete utilizzare il bonus per l’acquisto del libro!
Concludo dicendo che questo non è per me un progetto economico (non diventerò ricco e neanche potrei sopravvivere coi proventi da scrittore) ma un progetto di vita.
Mi sento più come l’artista di strada, col suo: “Se vi piace, mettete la vostra monetina, e se davvero non avete neanche quella…parlate di me, linkate sui social, diffondete tra amici e conoscenti”.

Grazie a tutti e buon weekend!!

Mauro

10 pensieri riguardo “Eccolo, finalmente: “Le Stanze Dentro” – Edizioni Ensemble, 2018”

  1. Bellissima presentazione. Sapendo tutto ciò che c’è dietro la creazione e la selezione delle poesie, la raccolta assume ancora più valore e interesse. Ottimo inizio! Ora, nel tempo libero tra un firmacopie e l’altro, inizia a preparare il secondo libro! 😁😊

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  2. Che meraviglia queste tue parole nel descrivere questa tua raccolta. E quel riferimento al dialogo con tuo padre mi ha riempito il cuore di tenerezza. Congratulazioni caro Mauro. Ti auguro ogni bene che meriti assolutamente. Bravo con tutto il cuore. Un grande abbraccio. Isabella

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