Superare Rupi Kaur e Bukowski: una piccola vittoria partita da WordPress

Secondo le statistiche di Amazon.it, “Le Stanze Dentro”, pur se ancora in pre-order, è nella top 100 dei libri di poesia più venduti negli ultimi mesi (e già entrare nella top 100 è un bel traguardo, considerando l’ingente numero di pubblicazioni e autopubblicazioni presenti su amazon), contando tra le nuove uscite degli ultimi mesi sia novità che ristampe varie di classici (al primo posto troneggia la bella ristampa a colori della Divina Commedia).

Precisamente “Le Stanze Dentro” era un’ora fa al 40esimo posto, superando persino la “campionessa mondiale” Rupi Kaur (la sua seconda raccolta, “The sun and her flowers”, pubblicato il 13 settembre) e addirittura “Il meglio” di Bukowski (pubblicato il 31 ottobre per i tipi di Guanda). Per non parlare di Guido Catalano che, pur non essendo la mia “cup of tea” è sicuramente un autore che è riuscito ad affermarsi.

Un traguardo inatteso, ma che, di fatto, quello è.
Negli ultimi decenni la poesia non ha goduto di grande favore, forse a causa di opinioni errate che la volevano relegata alle rime baciate, o a personalissime sofferenze racchiuse in lamenti autoreferenziali.
Negli ultimi 2-3 anni, tuttavia, anche grazie all’avvento di Instagram, si è avuta una rinascita della poesia, che proprio a causa dei “tempi veloci” in cui viviamo, è diventata un mezzo per “comprimere” sensazioni e narrazioni.
Può un blog come questo aver contribuito a questo piccolo successo in pre-order?
Ho sempre pensato che una pubblicazione non può che trarre giovamento dal farsi prima conoscere “in divenire”, grazie a questo mezzo potentissimo che è il web, e solo dopo passare alla pubblicazione.
Numerosi infatti sono i poeti completamente staccati dalla realtà del web, che decidono di punto in bianco di pubblicare ma senza un background di diffusione online, precipitando nell’anonimato e nel disinteresse, scoraggiandosi perché partivano da premesse errate (“ho pubblicato e quindi verrò richiesto/acquistato”).
E poi, come detto, c’è Instagram: il mezzo preferito dai giovani, ma che ultimamente sta mietendo iscrizioni anche tra gli over 40 (ma diciamo anche dagli over 60!).
Vediamo dove riescono ad arrivare queste 78 pagine zeppe di strane cose, strani viaggi e strani personaggi, sempre in bilico tra poesia e micro-narrazione, attraverso un viaggio al limite del metafisico eppure tanto concreto.
Intanto continuerò sempre a ringraziarvi perché senza voi, il vostro sostegno e talvolta anche le vostre critiche (esposte in privato, o quando ad esempio vi sottoponevo tre poesie chiedendovi quale fosse a vostro parere la più riuscita delle tre) non sarebbe partito nulla.
Mi piacerebbe non essere da solo in questa avventura, perché ho sempre odiato il “cari lettori” e la divisione tra “me e il pubblico”. Soprattutto qui nel micro mondo di WordPress – meno torrenziale di Instagram e più selezionato – dove ci sono autori e autrici di poesie davvero bravi e originali: Monique Namie, Erospea e tanti altri, non mollate!

2 pensieri riguardo “Superare Rupi Kaur e Bukowski: una piccola vittoria partita da WordPress”

  1. non ho ancora preso il tuo libro, ma sai cosa penso leggendoti: proprio per il confronto che c’è stato qui tra i nostri spazi
    Spazi che fanno le ossa e tutto quel che l’accompagna alla scrittura dandoci stimoli a non smettere di testimoniare vite e forze creative
    grazie di cuore per il richiamo
    tante volte mi sembra non aver nulla, o più forza, da mettere in poesia, poi accade ed è bello così, anche senza scopo, oltre quello che qualcuno possa leggere e prenderne un senso vitale per sé

    Piace a 1 persona

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