Van Der Graaf Generator – Refugees (1969)

Non potevo non iniziare la nuova rubrica con un brano dei Van der Graaf Generator, band di Peter Hammill. Tratto dal secondo album della band, intitolato The Least We Can Do Is Wave To Each Other, una sorta di concept fantascientifico con scenari post-diluviani, streghe, barche che bruciano e molto altro (il tutto ispirato dalla penna di Hammill, all’epoca abbastanza lisergico), Refugees è una vera perla, che da modo ad un Hammill appena 20enne di modellare la sua voce su tonalità flautate, e di scrivere testo e musica di quella che a mio parere è una delle canzoni più intense di sempre.

Testo (traduzione di Riccardo Venturi), e streaming in fondo.

REFUGEES (FUGGITIVI)

Il Nord è da qualche parte, lontano negli anni e freddo:
i ghiacci bloccavano i cuori delle persone e le facevano sembrare vecchie.
Il Sud era il luogo natale delle terre più piacevoli, ma era secco:
ho attraversato le acque profonde ed esercitato la mia mente.
L’Est era l’alba, diventava viva nel sole dorato
Il vento arrivava, dolcemente, molte teste diventavano una sola.
Nel tempo d’estate, sebbene la gente di agosto sogghignasse,
noi vivevamo in pace, ed eravamo felici.
Noi camminavano da soli, talvolta mano nella mano
attraverso la linea sottile che separa il mare e la sabbia,
sorridendo in piena pace.
Iniziammo ad accorgerci che avremmo potuto essere liberi
e ci dirigemmo tutti assieme verso Ovest.

L’Ovest è il luogo dove i giorni un tempo finiranno,
dove i colori si trasformano dal grigio in oro
e dove tu puoi stare con gli amici
e la luce illumina a sprazzi le nuvole dorate sopra di noi.
L’Ovest sono Mike e Susie,
L’Ovest è dove io amo.

Là noi passeremo gli ultimi giorni delle nostre vite,
racconteremo le solite vecchie storie.
Bene, almeno abbiamo tentato.
Andremo verso l’Ovest, con il sorriso sui nostri volti,
oh, si, e portate le nostre scuse a quelli
che non hanno mai realmente conosciuto la strada.

Noi siamo fuggitivi, camminiamo fuori dalla vita
che abbiamo conosciuto ed amato.
Niente da fare o da dire, nessun posto dove fermarci:
ora noi siamo soli,
siamo fuggitivi, portiamo con noi tutto quello che abbiamo
in borse marroni, legate con corde,
niente a cui pensare, nulla ha significato
ma siamo felici dentro di noi.
L’Ovest è Mike e Susie,
l’Ovest è dove io amo,
l’Ovest è la casa dei fuggitivi.

 

 

3 pensieri riguardo “Van Der Graaf Generator – Refugees (1969)”

    1. Grazie Monique! Sì è il basso. Il disco ha una registrazione volutamente satura sui bassi, per accentuare la “cupezza” delle tematiche. Le chitarre elettriche sono quasi completamente assenti: i Van der Graaf Generator infatti non avevano un chitarrista, ma organo, sax e batteria. La voce di Hammill all’occorrenza diventava talmente aggressiva da coprire le frequenze spettanti alle chitarre elettriche.

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  1. Salve, i VDGG hanno avuto Nic Potter al basso in alcuni brani. Poi, come in questo brano, il basso lo fa il tastierista con i pedali del Hammond. Per le chitarre, Hammil suona la chitarra acustica ed elettrica, oltre che il piano, peró in certe canzoni si vede la partecipazione di Mr. Robert Fripp.
    Io invece sono intrigato a sapere chi fosse stata la tale Susie che appare in piú canzoni (qui come compagna di Mike….Qualcuno sa il perché?

    Piace a 1 persona

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