Alice – Per Elisa (1981: testo di F. Battiato e Alice) e cenni su “Amore Tossico”

Tra il 1980 e il 1983 Franco Battiato sta vivendo un momento creativo di eccezionale intensità, dovuto al sodalizio col maestro Giusto Pio (arrangiatore, direttore d’orchestra e violinista, che in quegli anni curava gli arrangiamenti di Battiato e contribuiva alla composizione. Giusto Pio è scomparso a 91 anni pochi mesi fa) e a una band di supporto sempre più affiatata (di cui faceva parte, tra gli altri, l’ex Formula 3 Alberto Radius).
Sembra incredibile ma in soli 3-4 anni oltre a tirar fuori per sé album come Patriots e soprattutto La Voce del Padrone (uno degli album italiani più importanti di sempre), Battiato riesce a rivitalizzare la carriera di diverse figure femminili che in quegli anni non erano ancora sbocciate definitivamente musicalmente nonostante avessero esordito già sul finire degli anni ’60. Oltre a scrivere quasi per intero l’album “Energie” per Giuni Russo, Battiato scrive per Alice gli album “Capo Nord” (1980) e l’omonimo album del 1981 (semplicemente intitolato Alice, anche se in Germania il vinile uscirà a nome “Per Elisa” e con una copertina diversa). Ci sarà anche una importante collaborazione con Milva e un intero album che Battiato scriverà per lei, come avvenuto con le colleghe Alice e Giuni.
Tornando ad Alice, “Per Elisa” è il brano che va a Sanremo nel 1981 e lo vince. Il testo, scritto da Franco Battiato in collaborazione con la stessa Alice (la musica è di Battiato e Giusto Pio), si presta a diverse interpretazioni, e quella che va per la maggiore è che la “Elisa” della canzone sarebbe l’eroina.
In quegli stessi anni (precisamente nel 1983) esce al cinema “Amore Tossico” con la regia di Claudio Caligari, uno dei film italiani più sconvolgenti, che fa il punto sulla situazione della droga tra i giovani italiani dell’epoca. Il film è sconvolgente perché non ha filtri: dal turpiloquio alle iniezioni (come la “pera” che Loredana si inietta nel collo) ai transessuali, è tutto vero (al posto della droga gli attori si iniettavano un liquido innocuo). Tutti gli attori inoltre sono presi dalla strada, e sono tutti eroinomani o ex eroinomani della zona tra Ostia e Roma, senza alcun background o scuola di recitazione: quasi tutti gli attori principali moriranno prematuramente negli anni seguenti al film, per overdose o altri problemi connessi alla droga. Tra questi spicca il protagonista Cesare Ferretti, capace di una prova intensissima che purtroppo non avrà seguito (morirà di AIDS qualche anno dopo il film).
In una scena di Amore Tossico, Cesare e gli altri tossici cantano insieme “Per Elisa”, e forse da qui nasce la connessione tra la canzone e l’eroina, connessione che successivamente Alice pare aver smentito.
A voi questa splendida canzone e, sotto, una scena da “Amore Tossico” (con l’intensa interpretazione di Cesare, che aveva le qualità per diventare un grande attore) e il testo della canzone.

Per Elisa vuoi vedere che perderai anche me.
Per Elisa non sai più distinguere che giorno è
e poi, non è nemmeno bella.
Per Elisa paghi sempre tu e non ti lamenti
per lei ti metti in coda per le spese
e il guaio è che non te ne accorgi.
Con Elisa guardi le vetrine e non ti stanchi
lei ti lascia e ti riprende come e quando vuole lei
riesce solo a farti male.
Vivere vivere vivere non è più vivere,
lei ti ha plagiato, ti ha preso anche la dignità.
Fingere fingere fingere non sai più fingere
senza di lei, senza di lei ti manca l’aria.
Senza Elisa, non esci neanche a prendere il giornale
con me riesci solo a dire due parole
ma noi, un tempo ci amavamo.
Con Elisa guardi le vetrine e non ti stanchi,
lei ti lascia e ti riprende come e quando vuole lei
riesce solo a farti male.
Vivere Vivere Vivere non è più vivere
lei ti ha plagiato, ti ha preso anche la dignità,
fingere fingere fingere non sai più fingere
senza di lei, senza di lei ti manca l’aria.
Vivere non è più vivere
per Elisa, con Elisa!

18 pensieri riguardo “Alice – Per Elisa (1981: testo di F. Battiato e Alice) e cenni su “Amore Tossico””

  1. Un brano bellissimo, abbinato a questo spezzone del film però, mi ha fatto provare la sensazione di un pugno allo stomaco, non riesco a pensare che questo ragazzo non ci sia più. Ho conosciuto un ragazzo, fratello di un amico, che è morto di overdose e, ancora, non riesco ad accettare l’idea che ci si possa iniettare l’eroina suicidandosi giorno per giorno. Mi fa male, ma davvero tanto. Mi fa male pensare a queste vite spezzate. “Per Elisa” è il ricordo di tempi felici della mia vita, avrei dovuto riascoltarla con gioia, ma non riesco a farlo oggi, in questo modo, mi vengono in mente solo pensieri tristi. Il tuo post è interessante, scritto molto bene e significativo di una cruda realtà, ma mi ha messo dentro una malinconia infinita, scusami, ho bisogno di ricacciarla indietro adesso, ho bisogno di essere serena per la mia battaglia personale. Buona serata, Mauro.

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    1. Ma lo sai che anch’io, che avevo i capelli lunghi e dritti come chiodi, in quel periodo li avevo arricciati come Alice? Erano anche molto comodi, in realtà, bastava lavarli e lasciarli asciugare da soli ed erano sempre a posto. Tempi di concerti dal vivo, serate in fermento, amori estivi … e anche no … 😀 😀 😀

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      1. Anch’io magra e longilinea e non ero sposata … ma nemmeno adesso, com’è che si dice? “Zitella” cronica! 😀 😀 😀 “Single” non rende bene l’idea! Scusami, Mauro, sto occupando il tuo spazio con le mie chiacchiere, grazie per la tua ospitalità. ❤

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      2. Ho fatto qualche pasticcio da Smartphone! Se risulta a te o a marianne “commento contrassegnato come spam”, non era mia intenzione! 😂 Appena riaccendo il pc sistemo il pasticcio, purtroppo ho uno Smartphone a carbonella 😂

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  2. Interessante articolo che mostra quanto si possa ricavare da una singola canzone: più interpretazioni, una ricca storia musicale, e persino un collegamento cinematografico. Non conoscevo il film da te citato e ammetto che non è il mio genere, però trovo sempre interessanti questi riferimenti che spaziano in diversi campi artistici. Bel post e molto bella anche la canzone!

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    1. Io non c’ero in quegli anni (o ero appena nato), la mia impressione è che se negli anni ’70 (specie all’inizio) si privilegiava il lato leggero e ricreativo delle droghe, un decennio dopo molti (tra cui gli stessi che nel 1970 avevano 16-20 anni) si ritrovarono imprigionati in cose ben più pesanti. Il film fa un flashback al 1969 (si sente Acqua Azzurra Acqua Chiara in sottofondo) coi protagonisti più giovani. Si passa dal “Che bello” del 1969 al “Come facciamo a uscirne? E oggi come ci procuriamo i soldi? Si va a rapinare?” del 1983. La cosa più spaventosa è che se all’inizio l’esperienza di quel tipo serviva a “migliorare” (tra virgolette) una vita normale pennellando qualche effetto speciale, in seguito le sostanze servono a mantenere temporaneamente accettabile (fin quando dura l’effetto) una vita che senza droga diventa abisso e depressione cronica.

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  3. Non conoscevo questo film ma solo la canzone. Ai tempi in cui uscì ero abbastanza piccola enon l’avevo mai associata alla tossicodipendenza. ti ringrazio di questa escursione nella storia della nostra società. le droge sono un tema a me molto caro, ho visto troppe vite spezzate…tu lo hai affrontato con delicatezza ma hai colpito nel segno! grazie

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