Una Processione di Carta

Corpi incantati
e incatenati
seguono la direzione del vento,
anime sottilissime
incolonnate in lontananza
si inseguono in processione di campagna
mentre le osservo da una finestra rotta,
sommerso da uno zufolare di rondini:
mi sembrano i bambini del pifferaio di Hamelin,
pieni di un’età bianca di zucchero.
A che serve star seduti ad aspettare
che i muri partoriscano pensieri
dalle loro crepe ammuffite,
con teste ciondolanti di ratto?
Se il cielo si incrosta di nuvole
ci sarà tempo per pensare,
per de-filtrare paesaggi
saturati di colori digitali,
e sbiadirli al naturale.
Gli uomini cadono dal cielo
afoni come involucri di carta,
espulsi da una cupola di croste annerite;
sono gli stessi che vedo camminare
con la schiena curva
e il corpo trasparente.
Una catena infinita di fantasmi neurologici
che spariscono scivolando sul precipizio del tramonto.
Provo a spremermi gli occhi,
ne spuntano altri,
ma piove.
Sui tetti, rumoreggiano le ombre,
festeggiano brindando
con calici di pioggia amara,
la stessa che sgorga
in forma di pensieri liquidi
dalle crepe sul muro.

Picture by Imrooniel

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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