Biglietto per l’Inferno – Il Nevare (1974)

Una band culto, davvero unica nella storia della musica italiana. Un solo, lacerante, album pubblicato nel 1974 (decenni dopo uscirà un secondo album postumo con registrazioni del 1975). I testi sono di una bellezza e semplicità mozzafiato, e si fondono alle musiche sempre pervase di malinconica tensione: a conferma della sincerità del lavoro, la crisi personale del cantante Claudio Canali – autore di tutti i testi – lo porterà alla scelta della vita monastica, scelta che permane tutt’ora.
Ho scelto, dall’album, il brano Il Nevare perché ritengo che il testo abbia influenzato il metodo della mia scrittura. La descrizione di una nevicata diventa lo squarcio per offrire il volo al pensiero su altre interpretazioni della realtà.

Bianche nuvole
nel cielo azzurro opaco
dall’alto guardano
i campi con l’aratro;
non è un dispetto, no
il non bagnar la terra
ma forse anche in cielo c’è
una piccola guerra.
E tu cosa fai? e tu cosa fai? e tu cosa fai?

Ho visto un nugolo
di uccelli neri
creature strane
dagli occhi umani.
Cercavano un campo
con un po’ di grano
per lunghi mesi
cercheranno invano
e tu cosa fai? e tu cosa fai? e tu cosa fai?

Pesanti fiocchi
caddero quel giorno,
bagnarono i miei occhi
persi nella luce,
persi nello sforzo
di capire, di vedere
quanta gioia pura
da un semplice nevare.

Guardavo nella neve,
una piccola capanna
bianca e solitaria
forse abbandonata.
Lontano un campanile
ricordava una preghiera,
sui tetti antiche ombre
festeggiavano la sera…

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