Il Giardino di Pietra

Questo post è un'eccezione (motivo per cui l'ho categorizzato sia in Poesia che in Songs), nel senso che non è un brano eseguito da me, pur essendone il testo basato su una mia poesia. Correva infatti il 2006/2007 quando una mia poesia divenne il testo per questa canzone dei Doracor - invitato al progetto da… Continua a leggere Il Giardino di Pietra

Nero

In questo luogo tutti gli specchi sono dipinti di nero, e le immagini non vi restano aggrappate come il geco sul muretto, ma scivolano sul pavimento come su superfici oliate. E nere sono anche le voci che sfiorano questi strani tubi che ho in testa e che non ho mai visto. Ad ogni passo rischio… Continua a leggere Nero

Strani Eventi al Tramonto

Scivolando nella fiamma il cielo stride e si consuma su pugni di roccia, galleggia sull'acqua, si contrae si dilata come una ferita in convulsioni geometriche. Risalendo dalla fiamma, gli uccelli atterriti mi entrano in testa graffiandomi con calcinacci di luce. La risacca del respiro (questo vento da abbracciare), levigando le tombe produce argille rosa, le… Continua a leggere Strani Eventi al Tramonto

La Paura

Mi hanno detto che si può pungere la paura, per questo sto forgiando una parola dura dura, per trafiggerla. Perché per trovare la soluzione, devi contraddire la definizione. La paura è solo un palloncino con due occhi neri neri che si allungano a dismisura e ti avvolgono, e se per trovare la soluzione devo contraddire… Continua a leggere La Paura

Una Processione di Carta

Corpi incantati e incatenati seguono la direzione del vento, anime sottilissime incolonnate in lontananza si inseguono in processione di campagna mentre le osservo da una finestra rotta, sommerso da uno zufolare di rondini: mi sembrano i bambini del pifferaio di Hamelin, pieni di un'età bianca di zucchero. A che serve star seduti ad aspettare che i muri… Continua a leggere Una Processione di Carta

Queste Grigie Poetesse del Terzo Millennio

Lei scompone le gambe, affetta parole, sbarocca di nulla e poi rifinisce l'architettura. Leggo poetesse che sembrano ingegneri gestionali, macellano gli "a capo", saltano righe bianche, una frase spostata a destra, una a sinistra (mi adeguo oh-che-bello), "Poi per proseguire vai sempre dritto a sinistra fino alla rotatoria in un vicolo cieco, pedalando sulla bicicletta… Continua a leggere Queste Grigie Poetesse del Terzo Millennio

Una Vacanza (solo un divertente blackout)

Palpita come un cuore di nuvola l'estate attorcigliata nella testa di farfalle gelate, sospese come le statue umane sorprese a Pompei. Forse la morte é un punto di vista, un buco di silenzio, e in questa slabbratura (chiamiamola villeggiatura) vorrei farci una vacanza breve, nella testa delle farfalle gelate, per vedere com'è. Dimenticarmi ora d'esser vivo… Continua a leggere Una Vacanza (solo un divertente blackout)

Si può dir Sì

Si può dir sì muovendo il capo. E puoi dir sì con abbracci di fuoco. Puoi dire sì con regali inattesi. Ed io che ho solo un gatto incatramato di colore confisso in una cesta tra vecchi Burda Moden, e un focolare nel cervello, ho provato a seminare il tuo nome in un vaso di… Continua a leggere Si può dir Sì

Giovanni Deve Morire

Che strani questi inglesi che impagliano fantasmi di germogli alcolici chiamandoli per nome. Spezzandogli le gambe con tempie infragorate di leggende scarabocchiano canti di sangue, mangiano il dio con busto di botte e arti di spighe. Vorrei scivolarmi dentro svuotando il bicchiere, ed incontrare John per stringergli la mano nel mio stomaco, a questo pugno… Continua a leggere Giovanni Deve Morire

China Shop

Col non-sorriso di brocca sbreccata e guance di gommapiuma giocherellava coi dorsi delle carte come fossero schiene di gatto bidimensionali, con la testa felina fuggita rotolando nel suo pelo e il corpo inerte e appiattito. Recepì la richiesta: "Jiàng yóu" con un'occhiata afona e nera e lentamente si disgiunse dalla sedia interrompendo quella specie di… Continua a leggere China Shop